Musica per pensare e fare

Quale musica avrà ascoltato Guglielmo Körner durante la sua giovinezza in Germania e dopo, durante la sua permanenza a Milano?

Non ci sono  informazioni precise; ma sicuramente l’epoca tra la metà dell’Ottocento e la metà del Novecento in Europa è stata molto ricca musicalmente. Accanto alla grande musica classica, sinfonica e cameristica si è affermata l’opera, accompagnata dalla diffusione dei teatri. I movimenti rivoluzionari europei, la nascita degli stati nazionali, la grande guerra hanno portato con sé i canti della tradizione, come nella canzone popolare “Die Gedanken sind frei”, diventata un vero e proprio inno alla libertà di pensiero.

Die Gedanken sind frei

Die Gedanken sind frei!
Wer kann sie erraten?
Sie fliegen vorbei
wie nächtliche Schatten.
Kein Mensch kann sie wissen,
kein Jäger erschießen
mit Pulver und Blei:
Die Gedanken sind frei!

Ich denke, was ich will
und was mich beglücket,
doch alles in der Still
und wie es sich schicket.
Mein Wunsch und Begehren
kann niemand verwehren,
es bleibet dabei:
Die Gedanken sind frei!

Und sperrt man mich ein
im finsteren Kerker,
das alles sind rein
vergebliche Werke.
Denn meine Gedanken
zerreißen die Schranken
und Mauern entzwei:
Die Gedanken sind frei!

Ich liebe den Wein,
mein Mädchen vor allen,
sie tut mir allein
am besten gefallen.
Ich bin nicht alleine
bei meinem Glas Weine,
mein Mädchen dabei:
Die Gedanken sind frei!

I pensieri sono liberi

I pensieri sono liberi!
Chi può indovinarli?
Volano via
come ombre notturne.
Nessuno può conoscerli,
nessun cacciatore può colpirli
con polvere e piombo:
I pensieri sono liberi!

Penso ciò che voglio
e ciò che mi rende felice,
ma tutto in silenzio
e come si conviene.
Il mio desiderio e la mia brama
nessuno può impedire,
rimane così:
I pensieri sono liberi!

E se mi rinchiudono
in una prigione oscura,
tutto ciò è
opera vana.
Perché i miei pensieri
rompono le barriere
e i muri in due:
I pensieri sono liberi!

Amo il vino,
la mia ragazza più di tutto,
lei sola
mi piace di più.
Non sono solo
con il mio bicchiere di vino,
la mia ragazza è con me:
I pensieri sono liberi! 

 

All’inizio del Novecento anche in Europa ha cominciato ad affacciarsi la musica d’oltreoceano, con i grandi musical e con il jazz. L’invenzione del cinema, del grammofono e soprattutto della radio hanno portato la musica anche nelle case. In Italia la prima trasmissione radiofonica nazionale è stata diffusa dall’ Unione Radiofonica Italiana il 6 ottobre 1924, poco prima che Körner morisse. Ad aprire le trasmissioni fu un brano di musica classica, il quartetto per archi Opera 7 del compositore austriaco Franz Joseph Haydin.

Per scegliere i brani della playlist non è stato seguito un criterio preciso. Alcuni sono brani di musica classica, ispirati agli archivi della Società del Quartetto e a quello della Scala con riferimento ai anni ’70 del Ottocento fino ai primi del Novecento. Alcuni brani, come la Danza degli gnomi (Gnomenreigen) di Listz, sono stati programmati nel 1870, anno in cui Körner, almeno ipoteticamente, avrebbe potuto assistere ad un concerto lì.

La grande musica operistica italiana di Verdi e Puccini si alterna a quella tedesca e a quella di altri autori europei, rappresentanti di quell’impressionismo musicale che ha traghettato la musica classica verso la modernità, come Ravel, Debussy, Satie.

“L’apprendista stregone” (in francese L’apprenti sorcier) di Paul Dukas, composto nel 1897, è la trasposizione in musica dell’omonima ballata di Wolfgang Goethe, L’apprendista stregone (Der Zauberlehrling), scritta esattamente cento anni prima. Troverete brani di questi autori in versione originale o reinterpretati in chiave moderna o jazz.

Il percorso della mostra e i suoi temi portanti si ritrovano qua e là, in ordine sparso: il fascino segreto della chimica, il suo lato “magico” e nascosto, la bellezza intrigante dei cristalli; il sogno come carburante vitale del pensiero, l’energia e la felicità del fare, e infine Milano, dove “se sta mai cui màn in màn” come dice la canzone “O mia bèla Madunina”, scritta nel 1934 e diventata il simbolo della “milanesità”. Certo non l’ha potuta ascoltare Guglielmo Körner, morto qualche anno prima; ci piace però pensare che gli sarebbe piaciuta, lui che milanese è diventato per caso ma poi forse anche per scelta.

Di seguito la selezione, necessariamente incompleta, di autori e brani inseriti nella playlist della mostra.

 

 

Autore

Titolo

Robert Schumann Träumerei
Clara Wieck Schumann Three Romances for violin and piano, Op. 22 n. 3
Franz Liszt Gnomenreigen (Danza degli gnomi), S.145 n. 2
Giuseppe Verdi Nabucco, Va’ pensiero
Claude Debussy Clair de Lune
Canto popolare Die Gedanken sind frei
Pietro Mascagni Intermezzo da Cavalleria Rusticana
Erik Satie Gymnopédie n° 1
Attilio Zanchi Ravel’s Waltz
Joseph Rheinberger Abendlied, op. 69, n. 3
Giacomo Puccini E lucean le stelle
Canto popolare Stelutis alpinis
Giuseppe Verdi Aida, preludio
Franz Lehár / Victor Léon – Leo Stein Da geh’ ich zu Maxim [da La vedova allegra]
Chick Corea Crystal Silence
Paul Dukas L’apprendista stregone, parte 2
Dante Fermo Marchetti / Maurice de Feraudy Fascination
Cole Porter Let’s Do It
Giovanni D’Anzi O mia bela Madunina
Joseph Lacalle Amapola
Thelonious Monk Reflections

La musica colta. La Società del Quartetto

(appunti a cura di Viola Usselmann, casa Ricordi)

La Società del Quartetto, rinomata istituzione ancora attiva oggi, era molto frequentata sin dalla sua fondazione sia dall’alta borghesia milanese, sia dagli stranieri in città. Tra loro annumeravano anche cittadini tedeschi, che apprezzavano in particolar modo un repertorio prevalentemente sinfonico e cameristico, poiché abituati a frequentare istituzioni simili in Germania.

Storia

“La Società del Quartetto di Milano è stata fondata nel 1864 da Arrigo Boito, Tito Ricordi e altri protagonisti eccellenti della vita culturale milanese, con l’obiettivo di diffondere la conoscenza e la passione per la musica cameristica e sinfonica.
In 160 anni di storia, il Quartetto ha contribuito a scrivere la storia della musica in Italia, con eventi di assoluto rilievo tra cui la prima esecuzione italiana della Nona Sinfonia di Beethoven (1878) e la prima esecuzione a Milano della Passione secondo Matteo di Bach (1911). Oggi il Quartetto è una moderna Fondazione iscritta al RUNTS, riconosciuta come una delle realtà musicali più prestigiose d’Europa.”

Nell’archivio programma online della Società è possibile risalire a tutti i programmi di sala a partire del 1864. Se guardiamo l’anno 1870, anno in cui Körner arrivò a Milano, troviamo concerti come i seguenti, ai quali Körner avrebbe, almeno ipoteticamente, potuto assistere.

Ai nomi dei “grandi classici” del mondo musicale germanico quali Bach, Mozart, Beethoven, si affiancano compositori dell’inizio Ottocento, come Mendelssohn, Schumann e Chopin. Sulle orme dell’amico paterno Goethe, anche il giovane Mendelssohn viaggiò in Italia, attraversando il paese da Nord a Sud e trasformando di seguito le sue impressioni in composizioni come il “Venezianisches Gondellied” o la famosa Sinfonia n.4 “Italiana”. Particolare attenzione meritano i contributi di Franz Liszt, all’epoca non solo famoso compositore ma anche straordinario solista, che si esibì in tutta Europa, anche a Milano, in concerti che fecero scalpore. Da grande ammiratore e conoscitore dell’Italia non stupiscono difatti le sue innumerevole dediche musicali al paese, alla poesia e alla cultura italiana - da riferimenti a Petrarca, Dante, Rossini, fino alla musica popolare veneziana e napoletana.

Sala del Regio Conservatorio di Musica - 25-03-1870

Hans von Bülow - direttore
Giovanni Rampazzini - violino
Isidoro Truffi - violoncello

  • L. van Beethoven - Trio n. 7 in si bemolle maggiore op. 97 "L’Arciduca"
  • F. Mendelssohn - Variations Sérieuses in re minore op. 54
  • J.S. Bach - Preludio e fuga in la minore - Revisore: F. Liszt
  • L. van Beethoven - L’Addio, l’assenza e il ritorno
  • F. Liszt - "Venezia e Napoli" da "Années de Pèlerinage, Deuxième Année, Italie" ♪ ascolta su Spotify
  • F. Liszt - 2 Studi: Nel bosco e Danza degli gnomi (= Gnomenreigen) ♪ ascolta su Spotify

Sala del Regio Conservatorio di Musica - 27-03-1870

Hans von Bülow - direttore
Giovanni Rampazzini - violino
Ferrari - violino
Cavallini - violino
Isidoro Truffi - violoncello

  •  J. Raff - Quintetto per pianoforte e archi ♪ ascolta su spotify
  • W.A. Mozart - Fantasia in do minore
  • L. van Beethoven - 6 Variazioni in fa maggiore op. 34 ♪ ascolta su spotify
  • F. Mendelssohn - Preludio e fuga in mi minore op. 35 n. 1
  • R. Schumann - Romanza op. 28
  • R. Schumann - Novelletta op. 21
  • L. van Beethoven - Sonata n. 31 in la bemolle maggiore op. 110
  • F. Chopin - Notturno in sol maggiore op. 37 n. 2
  • A. Rubinstein - Barcarola n. 2 op. 45
    ♪ ascolta su YouTube
    ♪ ascolta su YouTube (registrazione originale, Rubinstein New York 1953, Barcarola n. 4 in G major!)
  • F. Liszt - Polacca eroica
  • Felix Mendelssohn-Bartholdy: Venetianisches Gondellied Op. 30 n.6
    ♪ ascolta su spotify

La musica popolare

Oltre alla musica colta, la colonna sonora della mostra si arricchisce di canzoni popolari: i temi della guerra, l’amore, le tradizioni regionali, la musica per ballare, il jazz, e -sempre presenti- i temi del pensare e del fare. È musica nuova che si intreccia a quella vecchia e che diventa “classica” col passare del tempo. 

Canzoni popolari  e canzoni di guerra

  • Come pioveva, A. Gill, 1918
  • Addio, mia bella addio, C. A. Bosi, 1848.
  • Il testamento del capitano (canto della prima guerra mondiale)
  • Stelutis alpinis, A. Zardini, 1920
  • Santa Lucia, T. Cottrau, 1849
  • Stille nacht, F.X Gruber, 1818
  • Quel motivetto che mi piace tanto, P. Barzizza, 1932
  • Come porti i capelli bella bionda, anonimo, 1900?
  • Saluteremo il signor padrone, anonimo
  • Mattinata, F. P. Tosti, 1903
  • Fascination, D.F. Marchetti, M.de Feraudy, 1905
  • Il piccolo naviglio, anonimo, 1908
  • Danny boy (trad.), 1910
  • Abat jour (Salomè), M. Cobianco, E. Neri, R. Stolz, 1920

Americani, jazz anni 1900-1930

  • Livery Stable Blues, Original Dixieland Jass Band, 1917. E’ spesso indicato come il primo disco di jazz.
  • Crazy Blues, Mamie Smith, 1920
  • Rhapsody in blue, Paul Whiteman & George Gershwin, 1924

Ispirati a PENSARE e FARE

  • Think, Aretha Franklin, 1968
  • Don’t Think Twice, It’s All Right, Bob Dylan, 1963
  • Mind Games, John Lennon, 1973
  • Reflections, Thelonius Monk, 1954
  • Let’s do it, Cole Porter, 1928 Let’s do it

 


"Signori, impariamo a sognare e forse intuiremo la verità."

— August Kekulé, 1865

 Guglielmo Körner. Una vita tra il pensare e il fare.
2025 © Università degli Studi di Milano
 Guglielmo Körner.
Una vita tra il pensare e il fare.
2025 © Università degli Studi di Milano